IL PROGETTO RAFFAEL ENTRA NEL VIVO: AL VIA LA SELEZIONE DEI SOGGETTI PER I SERVIZI DI CONCILIAZIONE VITA LAVORO

IL PROGETTO RAFFAEL ENTRA NEL VIVO: AL VIA LA SELEZIONE DEI SOGGETTI PER I SERVIZI DI CONCILIAZIONE VITA LAVORO

La Provincia di Viterbo ha avviato la procedura di selezione dei soggetti che si occuperanno di realizzare  i servizi sperimentali di conciliazione nell’ambito del progetto europeo RAFFAEL.  La manifestazione di interesse pubblicata in data 28 aprile è preordinata all’espletamento di n. 3 gare mediante procedura negoziata, nell’ambito del progetto  R.A.F.F.A.E.L., per l’affidamento del servizio di maggiordomo  territoriale, e servizio “più tempo per gli anziani”, per l’allestimento  e gestione di spazi di co-working, per l’affidamento dei servizi di cura per l’infanzia.
La Provincia di Viterbo è l’ente capofila del progetto R.A.F.F.A.E.L.: Redesigning Activities in a Family FriendlywAy in VitErbo’s workplaces -finanziato nell’ambito del Programma Europeo per l’Occupazione e l’Innovazione sociale (EASI) 2014-2020 e riveste un ruolo strategico nella governance delle politiche territoriali con l’obiettivo di coinvolgere tutti gli attori locali (pubblici e privati, proit e no proit) nella promozione di modelli e strumenti di interventi volti a garantire la conciliazione vita/lavoro (sito progetto: http://www.raffael-vt.eu/)
ll progetto intende promuovere la conciliazione vita/lavoro, offrendo ai cittadini ed alle cittadine del territorio, ai titolari di impresa ed ai loro collaboratori, ai dipendenti di enti pubblici e privati, l’opportunità di usufruire di servizi salva tempo, gratuiti, realizzati con un approccio inclusivo e per la crescita della comunità ;
I Servizi oggetto dell’appalto sono i seguenti:

  1. Maggiordomo territoriale e servizio “piu’ tempo per gli anziani”;
  2. Allestimento e gestione di spazi di co-working;
  3. Affidamento di servizi di cura per l’infanzia.

SERVIZIO MAGGIORDOMO TERRITORIALE E “PIU’ TEMPO PER GLI ANZIANI

Maggiordomo Territoriale riguarda la realizzazione di azioni salva tempo per cittadini/e, titolari e dipendenti di imprese ed esercizi commerciali di qualsiasi dimensione, di enti pubblici e del terzo settore ubicati nel territorio di riferimento. Su richiesta dei destinatari, il maggiordomo territoriale svolgerà piccole commissioni quali: consegna della spesa, acquisto di farmaci, pagamento di bollette, prenotazioni di visite ed appuntamenti, consegna e ritiro di panni in lavanderia, ecc.
Nel periodo di vigenza delle misure di prevenzione e di contenimento del Covid-19, i servizi del maggiordomo devono essere destinati ai lavoratori ed alle lavoratrici impiegati in servizi essenziali e dunque occupati. Nella fase successiva all’emergenza saranno ampliati secondo le possibilità previste dalla normativa, con l’obiettivo di favorire e sostenere il ritorno al lavoro.
Più tempo per gli anziani prevede la realizzazione di attività di assistenza leggera e di compagnia, destinate agli anziani del territorio, con l’obiettivo di favorire la loro permanenza a casa e sostenere la conciliazione vita lavoro dei loro familiari. Il servizio deve mettere a disposizione degli anziani gli stessi servizi del maggiordomo territoriale, oltre alla possibilità di usufruire di momenti di compagnia, sia singolarmente che attraverso momenti collettivi. Nel periodo di vigenza delle misure di prevenzione e contenimento del Covid-19, il servizio deve prevedere la compagnia solamente in modalità a distanza – tramite telefono o videochiamata. Le attività di assistenza leggera possono essere estese anche a persone con patologie croniche o altre forme di fragilità che rendano sconsigliabile uscire di casa.

SERVIZIO DI ALLESTIMENTO E GESTIONE SPAZI DI COWORKING E SPAZIO BABY

La sede sarà messa a disposizione dalla Provincia di Viterbo. Ci saranno almeno 3 postazioni di lavoro (3 tavoli o 1 tavolo con almeno 3 posti, 3 sedie, connessione internet, linea telefonica, 3 pc fissi o portatili, stampante e scanner). Lo spazio di coworking prevederà  l’allestimento e la gestione di uno spazio baby, per un massimo di 5 bambini di età compresa tra i 4 mesi ed i 5 anni. Lo spazio baby che accoglierà i bambini per qualche ora al giorno (max 3 ore) dovrà essere allestito con spazio dedicato al cambio dei bambini e area giochi e dovrà prevedere la presenza a chiamata (su prenotazione) di un operatore educativo qualifcato (educatore assistenza all’infanzia).

SERVIZI DI CURA PER L’INFANZIA

Il Servizio Contact centre “Raffael Family Line” è destinato a famiglie di bambini e ragazzi, anche con disabilità, e prevede l’istituzione di una linea telefonica dedicata che le mamme ed i papà possono contattare in caso di emergenze legate all’accompagnamento dei igli in ingresso o in uscita dalla scuola.
Servizio Spazio compiti Raffael prevede l’accoglienza di bambini e ragazzi in uno spazio adeguato, a norma di legge, che deve essere messo a disposizione dal soggetto aggiudicatario, per svolgere i compiti, con il supporto di un operatore specializzato. Il servizio è destinato a bambini e ragazzi frequentanti la scuola primaria e la secondaria di primo grado. Lo spazio può essere messo a disposizione dalle scuole o dai Comuni del territorio
Servizio ponte prevede la realizzazione di centri educativi, con orario assimilabile a quello scolastico, indicativamente dalle ore 8:30 alle ore 16:30, per bambini e ragazzi tra 6 e 14 anni, nei periodi delle vacanze natalizie e pasquali e nei giorni di ponti dovuti a festività nazionali o locali, per complessivi 40 giorni. L’apertura del servizio anche per la fascia di età 3-5 anni costituisce un elemento di valutazione aggiuntiva, ma non è obbligatorio.

FORMAZIONE SUI SERVIZI DI CONCILIAZIONE NEL DISTRETTO SOCIALE DI NEPI (VT5)

Si è svolta nei mesi scorsi l’attività di formazione prevista dal progetto Raffael e destinata agli operatori sociali e agli assistenti sociali del territorio della Tuscia sul tema della programmazione dei servizi di conciliazione.
Le attività di rafforzamento delle conoscenze sul tema conciliazione vita-lavoro hanno interessato il Distretto sociale di Nepi (VT5) Le due giornate formative, organizzate in collaborazione con il CROAS Lazio, grazie a un Protocollo siglato dalla Provincia di Viterbo con l’Ordine degli Assistenti Sociali, hanno visto la partecipazione di tutte le assistenti sociali dell’Ufficio di Piano e dei comuni del distretto, insieme a operatori e professionisti di organizzazioni del terzo settore locale.

Il percorso, realizzato da Studio COME con la collaborazione di Fondazione Nilde Iotti e Forum del Terzo Settore del Lazio, ha permesso di ricostruire lo stato attuale dei servizi per la conciliazione nel territorio, raccogliere esigenze e risorse e avviare una progettazione integrata, anche in vista dell’avvio di tavoli tecnici per la programmazione territoriale da parte dell’Ufficio di Piano. Nelle prossime settimane, il percorso formativo – che riconosce 8 crediti agli assistenti sociali – verrà replicato negli altri Distretti della provincia.

ALLEANZA PER L’INFANZIA: SCUOLA E SERVIZI PRIMA INFANZIA PRIORITARI PER LA RIPRESA DEL PAESE

L’Alleanza per l’infanzia, – rete nazionale controllata da 42 registrati e associazioni impegnate nella promozione e tutela dei diritti dei bambini e dei ragazzi e dei loro genitori – ha predisposto una serie di proposte da sottoporre all’attenzione del Governo che sono indicative di come la questione della scuola e dei servizi richiesti rientrano tra le priorità della Fase 2.
L’Alleanza chiede che vengano riportati subito dopo le seguenti misure:

  1. Nell’ottica di un rafforzamento delle opportunità educative e di socializzazione per bambini e ragazzi già durante l’estate, è necessaria una  riprogettazione dei servizi comunali a gestione diretta o indiretta  (tramite appalti, e / o convenzioni), che coinvolga tutti i principali soggetti presenti in ogni territorio (enti locali, scuole, servizi sanitari, sindacati, terzo settore).
  2. Per i bambini e ragazzi della scuola dell’obbligo e superiore è necessario ricorrere alla  ricognizione di coloro che non sono stati ancora raggiunti dalla didattica a distanza , per mancanza di accesso agli strumenti telematici o per abbandono, in modo da canalizzare le risorse messe a disposizione a questo fine dal governo e mette a punto iniziative specifiche di sostegno e recupero durante l’estate.
  3. Per i bambini e ragazzi con disabilità o in condizione di grave disagio familiare riprendere e rafforzare, pur con i requisiti richiesti dalla nuova situazione, le iniziative a loro sostegno sospese o fortemente ridotte durante la Fase 1

Nel procedere nella fase 2 (e 3) dell’emergenza COVID 19, con la progressiva riapertura delle attività produttive necessarie, quindi, affrontare contestualmente;
 – i bisogni educativi e di socialità dei bambini e dei ragazzi;
 – i problemi di conciliazione famiglia lavoro per i genitori di figli minori, in particolare sotto i 14 anni;
 – il rischio di impoverimento dell’offerta di servizi educativi per la prima infanzia

LA QUESTIONE DELLA  CONCILIAZIONE

Accanto ad una progressiva riapertura dei servizi e della scuola, per favorire la conciliazione ci sembrano necessari i seguenti strumenti:
• utilizzo del lavoro a distanza ovunque sia possibile, ma con possibilità di negoziare gli orari (inclusa la possibilità di fruire di part time) e con equilibrio tra i sessi e lungo la filiera gerarchica, auspicabilmente regolato attraverso percorsi partecipati dalle rappresentanze dei lavoratori. Nel rispetto delle tutele previste dalla legge e della contrattazione, la priorità dovrebbe essere data ai genitori con figli minori di 14 anni
• previsione della facoltà di andare in part time lungo straordinario se espressamente richiesto da genitori con figli minori di 14 anni, assicurando il pieno diritto alla reversibilità su richiesta del lavoratore e della lavoratrice, sia per i padri sia per le madri (anche per favorire l’alternanza tra i due)
• prolungamento del congedo genitoriale straordinario, con la possibilità di fruirne part time (analogamente al congedo ordinario), con una maggiore copertura contributiva e con un premio di giorni aggiuntivi se condiviso a turno da entrambi i genitori.
Va considerato che tutti questi strumenti:
a) hanno dei costi economici per i lavoratori e le lavoratrici,
b) non possono essere adottati con la stessa facilità in tutte le aziende,
c) non sono sempre fruibili da parte di tutte le categorie di lavoratori, in particolare autonomi, liberi professionisti, lavoratori dello 4 spettacolo, colf e badanti;
d) presentano elevati rischi di svantaggiare ulteriormente le madri sul mercato del lavoro.
Segnaliamo, inoltre, come anche il lavoro a distanza, seppur uno strumento da valorizzare in futuro, rappresenti nelle circostanze attuali – se non combinato con un adeguato set di congedi e permessi e in assenza di servizi educativi e scuola – una soluzione solo parzialmente adeguata, sovrapponendosi alla presenza dei figli 24 ore su 24 e ai compiti aggiuntivi di home schooling di fatto prodotti dalla didattica a distanza, specie per i più piccoli. Il tutto, spesso, in condizioni di affollamento abitativo e mancanza di strumenti e competenze tecnologiche adeguate.

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