Garantire l’eccellenza a operatori e utenti della cooperazione sociale

Riceviamo e pubblichiamo

“Organizzazioni sindacali e centrali datoriali lanciano insieme la sfida per riorganizzare la cooperazione sociale restituendo dignità e valore al lavoro degli oltre 42mila operatori delle circa 1500 Cooperative Sociali del Lazio. E per garantire agli oltre 100mila di utenti dei servizi sanitari, socio-sanitari assistenziali, educativi e di inclusione lavorativa della nostra regione, una qualità delle prestazioni che punti all’eccellenza”. Così Agci imprese sociali, Confcooperative Federsolidarietà Lazio, Confcooperative Sanità Lazio, Legacoopsociali Lazio, Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma Lazio, all’evento di presentazione del nuovo ccnl che si è svolto alla Regione Lazio.

“Il nostro, così come messo nero su bianco nel contratto di lavoro appena rinnovato, è un invito forte a condividere un nuovo modo di gestire i servizi in affidamento. Per questo facciamo appello alla Regione Lazio e a tutti i comuni del territorio regionale affinché si uniscano al nostro sforzo unitario a tutela dei lavoratori, delle imprese sociali e del welfare”, hanno rimarcato sindacati e associazioni datoriali.

“Incrementi retributivi, nuove tutele e relazioni sindacali innovative sono prime e importanti risposte alle esigenze di valorizzazione economica e contrattuale del personale in un settore storicamente caratterizzato da alte qualifiche e bassi stipendi, in un momento nel quale l’inflazione sta erodendo in modo significativo il potere di acquisto. Migliorare le condizioni retributive e di lavoro degli operatori è anche il passaggio determinante per rendere più efficace, veloce e adeguato il modello di presa in carico delle persone, laddove nella Capitale, come in tutti i territori del Lazio, c’è una domanda di servizi crescente da parte delle famiglie. Domanda che può essere soddisfatta solo attraverso un investimento serio e coraggioso nel capitale umano e nella valorizzazione della funzione sociale del Terzo settore”.

“Per questo l’ottimo risultato raggiunto con la firma del nuovo ccnl, non può prescindere dal suo riconoscimento da parte delle amministrazioni regionale e locali, sia nell’ambito delle procedure di affidamento dei servizi tramite gare di appalto, sia nell’ambito dei servizi attivati in regime di accreditamento e con sistemi tariffari definiti a livello regionale. È essenziale che le disposizioni del contratto, a partire dagli incrementi salariali, vengano recepite dalle stazioni appaltanti per i servizi in essere e per quelli di prossimo affidamento, nonché rispetto alle tariffe vigenti che scontano uno storico ritardo nell’adeguamento”, hanno puntualizzato le organizzazioni di rappresentanza.

Sindacati e coop che proprio oggi hanno presentato l’Osservatorio paritetico su appalti e
affidamenti, organismo di confronto e monitoraggio sull’andamento del settore. “Un nuovo
approccio, contenuto nel contratto, rispetto a un comparto che vive di finanza derivata proveniente da fondi pubblici. L’istituzione dell’Osservatorio paritetico che vigilerà anche sull’adeguatezza delle risorse rispetto al costo del lavoro, va nella direzione di superare la contrapposizione tra parti datoriali e sindacali attraverso una nuova logica di corresponsabilità delle committenze pubbliche, riconoscendo le cooperative sociali quali enti sussidiari dello Stato, come del resto è sancito nella Costituzione.

Ma non solo. Perché l’Osservatorio dovrà rappresentare anche la leva di un impegno condiviso rispetto ad azioni, orientamenti, informazione e sensibilizzazione per rilanciare sostenibilità e qualità dei servizi: a vantaggio degli utenti, vale a dire delle fasce sociali più fragili, dei dipendenti e professionisti e delle stesse imprese sociali, che con le amministrazioni pubbliche condividono la finalità di assicurare il benessere delle persone e delle comunità”.

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Rassegna stampa di: www.diogeneonline.info

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